Chris Carter, quando approdò alla Twentieth Century Fox Television, nonostante i suoi lavori su commedie e serie per la Disney, aveva il desiderio di sviluppare tematiche oscure e più forti che derivavano dalla sua passione per programmi come “Ai confini della realtà” e “The Night Stalker”. Ne parlò con Roth, il responsabile delle produzioni, il quale si mostrò entusiasta dell’idea, in quanto sarebbe stato un cambiamento radicale per la Fox TV, che fino a quel momento aveva prodotto solo sit-com e programmi leggeri. Lo spunto di utilizzare l’FBI come via naturale di accesso al mondo del paranormale giunse grazie al film “Il silenzio degli innocenti”, mentre altra fonte di ispirazione fu un’indagine svolta dalla Roper Organization, da cui emergeva che il tre per cento della popolazione americana dichiarava di essere stata rapita dagli alieni. A questi ingredienti si aggiunse la paranoica convinzione che il governo potesse cospirare a danno dell’opinione pubblica, celando verità pericolose, un sentimento, questo, che nacque in Carter da adolescente, quando scoppiò, in America, lo scandalo Watergate. E proprio uno dei personaggi della prima serie ha il nome di Deep Throat (Gola profonda), come l’informatore anonimo che costrinse alle dimissioni Nixon. Dopo una gestazione di quasi un anno, il soggetto prevedeva due agenti FBI, l’uno credente nei fenomeni paranormali, l’altro scettico, alle prese con cospirazioni governative e alieni. Il vice presidente della Fox, Bob Greenblatt, dopo interminabili discussioni, commissionò l’episodio pilota. Carter poté allora concentrarsi sulla scelta degli attori. Il ruolo di Mulder, il cui nome deriva da quello della madre di Carter, se lo aggiudicò senza troppa fatica David Duchovny per il suo beffardo senso dell’umorismo che palesò durante l’audizione e per la sua recitazione non enfatica e più vicina alla realtà, mentre molto più difficile fu la scelta per il ruolo di Scully, chiamata così in onore del telecronista di baseball americano, Vin Scully, l’equivalente del nostro Nando Martellini per il calcio. Alcuni esponenti della Fox spingevano verso un’attrice dirompente dal punto di vista fisico in stile Pamela Anderson, ma Carter, tenacemente, si oppose avendo concentrato le sue attenzioni su Gillian Anderson, allora 24enne e sconosciuta in televisione. Appena la vide, Carter capì di aver davanti Scully, ma il disappunto dei vertici della rete continuava a manifestarsi anche durante le prime riprese dell’episodio pilota, allorché esprimevano reazioni negative sia per la freddezza dell’interpretazione di Gillian Anderson che per la poca, a loro parere, avvenenza. Solo il tempo fece cambiare idea ai produttori di rete che si accorsero man mano di aver ingaggiato un’attrice di grande qualità e dal fascino indiscutibile. Un altro problema riguardava il tipo di rapporto che si sarebbe dovuto instaurare fra i due protagonisti. Carter insisteva affinché tutto rimanesse puramente platonico in quanto la serie doveva concentrarsi soltanto sui fenomeni paranormali, non potendo esserci spazio per sdolcinate e problemi di cuore, mentre i dirigenti spingevano verso una maggiore alchimia sessuale, sperando di ricreare magari il successo di Moonlighting. Addirittura nel pilot fu prevista una scena in cui si mostra Scully con il suo ragazzo allo scopo di creare tensione nel rapporto con Mulder, ma nella versione definitiva fu eliminata. Ancora una volta il parere di Carter, ebbe la meglio, e il rapporto tra Mulder e Scully divenne il più platonico e intrigante della storia della televisione, senza coinvolgimenti romantici o sessuali (almeno, questo, sino alla settima stagione). Le riprese cominciarono nel marzo del 1993 e la scena del primo incontro fra Dana Scully e Fox Mulder, segnò l'inizio di un successo internazionale che collocò la serie fra le migliori di tutti i tempi.
Con la sua società Ten Thirteen Productions, Carter ha anche creato ed è stato produttore esecutivo delle serie della FOX Harsh Realm, Millennium e The Lone Gunmen, in cui proseguiva l’esplorazione del mistero e della paura cominciata in X-Files.
Millennium è un telefilm cupo e sinistro, ambientato negli anni appena precedenti l'avvento del terzo millennio. Protagonista l'attore Lance Henriksen nel ruolo dell'investigatore Frank Black. Black ha un "dono", l'abilità di "vedere" ciò che vedono i criminali. Viene implicato con il Gruppo Millennium il quale risulta essere anch'esso fonte di attività criminosa. Dopo la terza stagione, la serie è stata cancellata dalla Fox, a causa del progressivo calo degli spettatori.
Altra creatura di Carter è Harsh Realm, che ha avuto vita ancor più breve: solo 9 episodi! Creato dai militari, "Harsh Realm" è un mondo virtuale dove ogni cosa è possibile. Dopo essere stato testimone degli orrori del conflitto armato a Sarajevo, il tenente Thomas Hobbes ha deciso di lasciare la carriera e sposare la sua fidanzata. Prima di lasciarlo andare, i militari gli affidano un ultimo incarico: testare il nuovo programma di addestramento computerizzato, una simulazione virtuale, proprio "Harsh Realm". Una volta nel gioco, Hobbes si ritrova costretto a combattere per la sua vita, in un mondo dove è difficile distinguere ciò che è reale e ciò che non lo è. Un mondo nel quale , Thomas Hobbes è intrappolato!
Sembra che X-Files non accetti concorrenti nel mondo di Carter. Anche lo spin-off, The Lone Gunmen, incentrato sui simpatici e paranoici amici di Mulder: Langly, Byers e Frohike, impegnati in missioni alla Mission:Impossible, dopo un inizio promettente è stato cancellato, dopo soli tredici episodi, l'ultimo dei quali terminante con un cliffhanger che viene risolto nell'episodio Jump the Shark dell'ultima stagione di X-Files.
E' con X-Files, che Carter tenta la strada del cinema. Ci prova con Fight the Future, in cui Scully e Mulder sono a un passo dalle prove che svelano i segreti della cospirazione governativa. Film a cavallo fra la quinta e la sesta stagione, è ricordato anche dai fan, per il mancato bacio (interrotto da un'ape impertinente) fra Fox e Dana.
A dieci anni dal primo film e sei dalla fine della serie, Carter riprende in mano la sua creatura e la rimodella, sfornando un trhiller, a tratti poco convincente, ma che ripropone gli elementi classici di X-Files: dalle cupe e angosciose ambientazioni delle prime stagioni, all'alchimia fra Mulder e Scully. I Want to Believe, costato 30 milioni di dollari, ne ha incassati 64. Seppur il film abbia fatto registrare un profitto, questi è decisamente inferiore alle attese. La speranza di un terzo film è appesa a un filo.
Carter oltre ad essersi dedicato alla produzione e alla scrittura di gran parte degli episodi della serie, ha diretto 10 puntate (il suo esordio davanti alla macchina da presa risale al 1994, Duane Barry, seconda stagione). Si registra anche un suo cameo nell'episodio Anasazi in cui interpreta un superiore dell'FBI che pronuncia qualche battuta. A detta di Carter, l'esperienza è stata così faticosa per via della sua scarsa memoria, che ha deciso di rinunciare. Da registrare un cameo nell'ultimo film di X-Files, Voglio Crederci.
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