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La conquista della Luna
20 Luglio del 1969. Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità. Così parlò Neil Armstrong dopo aver posato il piede sulla Luna. Ma davvero l'allunaggio è avvenuto o è stato tutto un bluff? E se l'approdo è un fatto reale, ci è stato mostrato tutto?
Gli Usa negli anni 60, in piena Guerra Fredda, erano in concorrenza con la Russia per la conquista dell'Ultima Frontiera. Gli allora sovietici sembravano avere la meglio quando per primi riuscirono ad inviare nello spazio un uomo: Juri Gagarin. La Casa Bianca aveva necessità che la Nasa riuscisse a fare qualcosa di più straordinario: mandare il primo uomo sulla Luna, prima dei Russi.
Secondo i complottisti, quando Armstrong scese giù da quella scaletta, stava in realtà posando il piede su un solido palcoscenico coperto di polvere all'interno di un segretissimo studio televisivo nel deserto del Nevada. I "dottori" della Nasa falsificarono completamente l'atterraggio dell'uomo sulla luna. Più precisamente, falsificarono tutti e sei gli atterraggi sulla luna spendendo circa 25 miliardi di dollari per dimostrare al mondo che i Russi non potevano competere con gli Stati Uniti nel campo delle esplorazioni spaziali. Almeno questo è il punto di vista di Bill Kaysing, un sostenitore della tesi del complotto che apprezzò molto il servizio fotografico di David Percy. Per più di due decadi aveva provato a distruggere "la notizia più elettrizzante nella storia del ventesimo secolo e probabilmente di tutti i tempi". Nel 1976 scrisse un libro dal titolo appropriato We never went to the moon del quale dichiarò di aver venduto 30.000 copie. Kaysing, un gentile californiano dai capelli bianchi la cui vitalità sembra intaccata dai suoi 75 anni, ha lavorato come capo delle pubblicazioni tecniche per il Dipartimento di Ricerca di Rocketdyne, Santa Susana, dal 1956 al 1963. Rocketdyne è stato il fornitore del motore per gli Apollo. "La Nasa non avrebbe potuto portarli sulla luna e loro lo sapevano" dichiara Kaysing ora autore free-lance di libri e riviste. "Negli ultimi 50 anni quando ero a Rocketdyne, fecero uno studio di fattibilità sulle missioni degli astronauti sulla luna. Si scoprì che la probabilità di successo era dello 0,0017 per cento. In altre parole, era senza speranza." Non più tardi del 1967, ricorda Kaysing, tre astronauti morirono in un incendio sulla rampa di lancio, un orrendo culmine di una lunga serie di incidenti. "Ma arrivati al 1969 improvvisamente eravamo in grado di realizzare con successo missioni su missioni. Questo è contro ogni probabilità."
Ma J.Kennedy era convinto che il tentativo fosse possibile. Infatti, nel maggio del 1961, annunciò che "mandare l'uomo sulla luna e farlo tornare sano e salvo sulla terra" sarebbe stato un obiettivo primario per gli Stati Uniti - un adempimento che riempì di orgoglio gli Americani e di meraviglia il resto del mondo. E così, come pensa Kaysing, la Nasa lo falsificò, secondo il vecchio adagio che ci ricorda come in ogni guerra la verità sia spesso la prima vittima.
Ma perché la Nasa avrebbe dovuto inscenare tutte le missioni piuttosto che ammettere semplicemente che le passeggiate lunari dovevano essere solo materia per i romanzi di fantascienza? "Lo fecero solo per denaro", disse Kaysing, "ho lavorato in aeronautica abbastanza a lungo per convincermi che fosse questo l'obiettivo". (http://www.astrofilitrentini.it/notiz/not15/luna.html).
Di seguito, alcune delle contestazioni:
L'unica sorgente di luce sulla Luna è il sole e non c'è aria per diffondere questa luce. Quindi le ombre devono essere nerissime. Come mai quando gli astronauti sono in ombra, sono invece visibili lo stesso, come se ci fosse una seconda sorgente di luce? Sono state usate le lampade dello studio cinematografico per rischiarare le ombre.
Tutte le foto sono nitidissime e ben inquadrate, eppure gli astronauti non erano in grado di portare la macchina fotografica agli occhi per mirare.
La bandiera americana sventola, come se ci fosse aria. Ma sulla Luna non c'è aria.
Le ombre hanno direzioni diverse, invece di essere parallele, come se ci fossero due sorgenti di luce. I riflettori dello studio cinematografico!
C'è una lettera C su un sasso in una foto! E c'è una lettera C sul terreno accanto al sasso! Sono i riferimenti dello scenografo.
Esiste un'altra teoria che ammette l'allunaggio, ma punta l'indice sul Governo reo di aver cancellato prove dell'esistenza extraterrestre. Sulla Luna esisterebbero resti di una civiltà avanzata, strutture ottagonali minuziosamente omesse in fase di "postproduzione". Un astronauta, Glenn, ha dichiarato di aver visto alla Nasa, persone che stavano lavorando sui negativi di numerose foto. Stavano oscurando qualcosa con un pennello, magari per cancellare le stelle, forse per nascondere basi aliene. Discorso analogo sarebbe accaduto per Marte.
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