OOPARTS 
Il termine OOPARTS (Out Of Place Artifacts), significa oggetti fuori dal tempo, cioè reperti che non hanno una logica collocazione temporale e che quindi non seguono la convenzionale ricostruzione storica compiuta dalla scienza, ma suggeriscono l'esistenza di civiltà avanzate sin dall'epoche remote. Tali oggetti confermano antiche leggende che descrivono l'evoluzione dell'umanità non come lineare ma ciclica, cioè caratterizzata da ere dimenticate e mondi precedenti sorti e caduti misteriosamente. 
 
l geode di Coso  
 
 
Nel 1961, il proprietario di un negozio di Olancha (California) trovò un geode (cavità all'interno di una roccia) ricoperto di fossili nelle Coso Mountains. Quando l'uomo tagliò il geode, trovò all'interno un oggetto artificiale che aveva un nucleo di metallo circondato da strati di materiale simile alla ceramica ed una copertura esagonale in legno. Il manufatto ha le fattezze  di una candela di accensione di un motore a scoppio. Strano se si pensa che il geode si èi formato almeno 500.000 anni fa 
 
Un jet dal Sud America  
Il governo della Colombia, nel 1954, mandò parte della sua collezione di antichi oggetti d’oro in un tour negli Stati Uniti. Grande stupore provocò un pendente dorato che riproduceva un modello di velivolo ad alta velocità risalente ad almeno 1000 anni fa, e facente parte della cultura pre-lnca Sinu. La conclusione degli studiosi è che non rappresenti alcun animale, in quanto le ali sono molto rigide e a delta. Il timone è di forma triangolare, a superficie piatta e rigidamente perpendicolare alle ali. Ma ciò che è più sorprendente è che al lato del timone vi è un’insegna, un pò come accade oggi per i velivoli moderni. L’insegn aconterrebbe la lettera aramaica Beth o B. Probabilmente  l’oggetto non è originario della Colombia, ma antecedente, appartenent eforse da una misteriosa popolazione  che conosceva il segreto del volo. 
 
 
 
Un uomo di Neanderthal ucciso da un proiettile? 
Il museo di Storia Naturale di Londra conservaa un teschio datato circa 38.000 anni fa, periodo Paleolitico, rinvenuto in Zambia nel 1921. Niente di strano, se non fosse che sulla parete sinistra del teschio c’è un foro perfettamente rotondo. Non può essere stato prodotto da un qualche tipo di arma appuntita dato che  non ci sono linee radiali attorno al foro. Ma c'è di più. Nella parete opposta al foro, il teschio è spaccato e la ricostruzione dei frammenti dimostra che la lesione è prodotta dall’interno verso l’esterno, in pratica l'effetto prodotto da un colpo di arma da fuoco.  Esperti forensi e di balistica confermano questa possibilità. L'unica teoria che può spiegare questo oggetto fuori dal tempo, è che 38.000 anni fa sia esistita una civiltà avanzata. Nel Museo di Paleontologia di Mosca, inoltre, è presente un altro reperto simile, il cranio di un bisonte, rinvenuto a Yakuzia (Siberia) e vissuto dai 30.000 ai 70.000 anni fa, sulla cui fronte è presente un buco circolare. 
 
 
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Il disco genetico 
 
 
Foto tratta dalla rivista Voyager 
Il Disco Genetico misura 22 centimetri di diametro e pesa 2 Kg. Ritrovato  in Colombia, è ora esposto al Museo di Scienze Naturali di Vienna. Il manufatto è composto da lidite, una pietra nera  e risalirebbe a circa 6000 anni fa. La particolarità del disco consiste nelle incisioni che sono presenti sulle sue due facciate che sembrano contenere informazioni genetiche, in particolare sarebbe rappresentato il processo evolutivo che parte dalla rana per giungere all'uomo. Altri dettagli interessanti che è possibile notare sono la raffigurazione di organi genitali, spermatozoi, ovuli, e perfino la fecondazione dell'ovulo che si trasforma in embrione fino ad arrivare alla formazione del feto. I ricercatori escludono che si tratti di un falso prodotto in epoca moderna. 
 
La lampada di Dendera 
                   
                           
 
All’interno del tempio tardo Tolemaico di Hathor a Dendera, in Egitto, strani bassorilievi sulle pareti catturano l'attenzione dei ricercatori. In una camera, il numero 17, il pannello superiore, mostra alcuni sacerdoti egiziani che mettono in funzione quelli che sembrano tubi oblunghi che compiono diverse funzioni specifiche. Ogni tubo ha all’interno un serpente che si estende per tutta la sua lunghezza. L’ingegnere svedese Henry Kjellson, nel suo libro "Forvunen Teknik" (tecnologia scomparsa) fece notare che nei geroglifici quei serpenti sono descritti come "seref", che significa illuminare, e ritiene che si riferisca a qualche forma di corrente elettrica. L’immagine del Dio egiziano Atum-Ra è raffigurata su una scatola dotata di un cavo intrecciato che l’ingegner Alfred D. Bielek identifica come una copia esatta delle illustrazioni odierne che rappresentano un fascio di fili elettrici. I cavi partono dalla scatola e corrono su tutto il pavimento, arrivando alle basi degli oggetti tubolari, ciascuno dei quali poggia su un sostegno chiamato "djed" (lo Zed) che Bielek identificò con un isolatore ad alto voltaggio. Ulteriori immagini trovate all’interno della cripta mostrano quelle che potrebbero essere altre applicazioni del congegno: sui bassorilievi si vedono uomini e donne assisi sotto i tubi, come in una postura per creare una modalità ricettiva.  
 
                                                                           Un'impronta umana fuori dal tempo 
               
 
                        
 
La più antica impronta fossile, risalente a circa 300-600 milioni di anni fa fu trovata nel giugno 1968 da William J. Meister, un collezionista di fossili. Si tratta per la precisione, come dimostrano le immagini, di un sandalo che schiacca un trilobite. 
I trilobiti erano piccoli animali invertebrati marini, antenati dei granchi e dei gamberetti, che fiorirono per circa 320 milioni di anni prima di incominciare ad estinguersi 280 milioni di anni fa. Bisogna tener presente che l'uomo è comparso tra 1 e 2 milioni di anni fa e che ha incominciato ad indossare scarpe e sandali da solo qualche migliaio di anni. 
Il sandalo che schiacciò il trilobite era lungo 10,5 pollici: il calcagno è leggermente impresso più della suola, come un’impronta di scarpe umane deve essere. Questa prova potrebbe suggerire che l'uomo sia comparso sulla terra molto prima di quanto la scienza afferma, oppure potrebbe essere la dimsotrazione della possibilità dei viaggi nel tempo. 
 
 
L’impronta di Burdick 
 
Un'altra impronta ha suscitato stupore: La Burdick Track. Si tratta di un’impronta umana in un calcare del Cretaceo trovata in una falda del Cross Branch, un affluente del Paluxy River, a Glen Rose, Texas. Alcuni l'hanno considerata un falso ben riuscito per alcune singolari anomalie, ma un esperto ha smentito l'ipotesi della burla. La sezione a croce dell’area delle dita ha mostrato chiaramente delle linee di pressione che seguono il contorno delle dita. Queste traccia non può essere stata scolpita e ancora contenere dei lineamenti!. la cosa più inquietante è che la Burdick Track è ampia 6 ½ pollici e lunga 14 pollici. tali dimensioni suggeriscono che l'impronta possa essere appartenuta a una persona dal fisico imponente, alta circa 7 piedi (1 piede equivale a 30 centimentri). Il team del Creation Evidence Museum, ha scoperto, in seguito, circa altre 80 impronte simili, alcune affiancate ad impronte di dinosauro, sempre nel Paluxy River! Uomo e dinosauri insieme? la storia, in questo modo, dovrebbe essere riscritta. 
 
Dito umano fossilizzato 
 
 
 
Questo dito umano fossilizzato fu trovato da un proprietario terriero durante i lavori per la costruzione di una strada di ghiaia estratta dalla formazione calcarea del Walnut cretaceus Formation del Commanche Peak. Recenti progressi nelle tecniche di scansione ne hanno  dimostrato l'autenticità, peccato che l’uomo non sarebbe ancora comparso sulla terra quando la roccia cretacea, in cui venne rinvenuto il presunto dito, si formò.  
 
I Giganti 
      
          
 
Nel 1925 a Glozel (vicino a Vichy - Allier, Francia) Emile Frendin sprofondò trovò "Il campo dei morti": 3000 oggetti incisi, vasellame, utensili, gioielli, manufatti in osso e legno del 17~15.000 a.C., un'epoca in cui non c'eranoe nè scrittura (il primo sistema di scrittura documentato è quello sumero-accadico, IV millennio a.C.), nè la ceramica . Ciò che sorpende è rappresentato dalle dimensioni delle ossa umane rinvenute (cranii grandi il doppio), delle impronte, e dei monili (ad es. bracciali) su misura per arti giganteschi. Nel 1577 a Willisau, nel cantone di Lucerna, venne alla luce un altro scheletro dalle ossa enormi. Le autorità della zona si affrettarono a convocare una commissione di esperti capeggiata dal anatomista elvetico Plater, di Basilea. Gli studiosi rimasero perplessi, ma dinanzi al parere del grande specialista chinarono il capo. Plater dichiarò che si trattava senza ombra di dubbio di resti umani, nonostante la loro mole fosse alquanto insolita. Lo scheletro era incompleto ma l'anatomista lo ricostruì sulla creta: ne risultò il disegno di un titano alto 5,80 metri! Fu battezzato "il gigante di Lucerna" e le sue ossa furono orgogliosamente esposte in una sala del municipio. La storia dei Giganti che popolarono la Terra non sembra essere così inverosimile se si pensa che anche la Bibbia ne fa cenno: 
(Genesi 6,1-4) Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: "Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni".C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità" 
Le teorie a riguardo, si sprecano, ma la più affascinante e Hollywoodiana è quella secondo cui sulla Terra siano giunte due razze di alieni: i Giganti e gli uomini, ne derivò una guerra da cui i secondi ebbero la meglio.  
Gli ooparts mettono in crisi la rigida scienza che non riesce a fornire spiegazioni valide. Forse la storia è differente da quella che ci hanno raccontato, forse civiltà tecnologicamente avanzate hanno popolato il pianeta e tramandato ai successivi popoli la conoscenza, forse l'homo sapiens è solo l'inizio di un nuovo ciclo evolutivo. La cosa certa è che fino a quando ogni prova scientifica a sostegno del contrario non risulterà essere convincente del tutto, qualunque teoria sarà formulabile e possibile.